La Pro Loco di Monteleone è stata fondata nel 1993, con lo scopo di favorire il turismo, ricercare, incrementare e tutelare il patrimonio culturale, naturale ed ambientale. Possono essere soci tutti coloro che sono residenti nella località o nel Comune di di riferimento o tutti coloro che dimostrino un concreto e documentato interesse verso l'ambito territoriale e le azioni svolte dalla Pro Loco

il Borgo

Posto su di un colle in posizione dominante, nel territorio del Comune di Roncofreddo, Monteleone risulta ben conservato e mantiene a tutt'oggi la tipica struttura di borgo medievale.

Il borgo è costituito dal castello, sopravanzato da un piccolo giardino pensile, e da alcuni edifici risalenti ad epoche diverse disposti a mezzaluna sul fronte.

Si può accedere all'abitato, oggi come un tempo, attraverso due strette porte con arco a tutto sesto, poste ai lati della struttura principale.  

Entrati all'interno del paese ci si trova in Piazza Byron, sulla quale si affacciano fra l'altro l'entrata del castello e la chiesa parrocchiale, qui trasferita negli anni attorno al 1520.
Non a caso la piazza è intitolata George Byron, il castello fu meta di frequenti visite da parte del poeta inglese, amico della moglie di Alessandro Guiccioli, membro dell'amministrazione centrale dell'Emilia e all'epoca proprietario del castello.

Da notare l'accesso al castello che avviene percorrendo una breve salita erbosa, la torre in angolo di probabile origine Malatestiana XV secolo, le possenti mura a est fortemente scarpate e probabilmente rinforzate dal XV secolo a scopo difensivo e nel XVII secolo per sostenere il maggior peso dovuto alla costruzione del piano nobile.

Il fabbricato, non visitabile, è proprietà privata.

Nei suoi edifici e nell'impianto urbano si possono ben distinguere le diverse parti riconducibili al tempo delle signorie e le modifiche apportate dai proprietari successivi.

L'intero borgo, stabilmente abitato, (da porta a porta) misura poco più di 100 metri

 (liberamente tratto da www.appenninoromagnolo.it)

la Bandiera Arancione

Il piccolo Borgo è stato insignito del marchio Bandiera Arancione nel 2004, con le seguenti motivazioni:

“La località si presente come un piccolo borgo, ben conservato, abitato ed armonico.

Ad una buona segnaletica turistica per i produttori locali, si unisce un'ottima rete sentieristica, sviluppata e ben segnalata. Buona è inoltre la cura del verde e dell'arredo urbano”

(da www.bandierearancioni.it).

un poco di storia

Monteleone è un piccolo borgo medioevale raccolto a mezza luna attorno al vecchio castello posto su un colle in posizione dominante.
Le sue antiche origini non sono documentate. Attorno al Mille fu un possedimento della chiesa ravennate.
Nel 1233 Monteleone giurò sotto­missione e fedeltà al comune di Rimini e gli si alleò contro gli Urbinati. Nel 1279 ebbe inizio un periodo di forte discordia fra il vescovo e il Comune di Rimini per il dominio sulle ville e i castelli del territorio di Monteleone. Divenne possedimento dei Malatesta: dapprima Ramberto Malatesta e poi Ferrantino che tenne Monteleone fino al 1335, quando se ne appropriò Fran­cesco Ordelaffi, costretto tré anni dopo a cederlo a Nolfo da Montefeltro. Nel 1358 fu sotto il diretto dominio della Santa Sede. Nel 1433 i fratelli Sigi-smondo Pandolfo e Domenico, si divi­sero il feudo e Pandolfo donò a Ram­berto conte di Giaggiolo il castello di Monteleone con obbligo di una ricono­scenza annua. Nel 1485 ritornò all'arci­vescovo di Ravenna, al tempo Fillasio Roverella di Cesena che lo diede in feudo alla sua famiglia alla quale restò fino al 1745. I potenti Roverella tene­vano a Cesena una fiorente facoltà di giurisprudenza e avevano il privilegio di nominare notai e dottori.
Durante questo periodo i Roverella ampliarono e trasformarono il castello in palazzo di campagna.
Nel 1745 il nuovo arcivescovo di Ravenna, Ferdinando Romualdo Guiccioli, la diede al fratello Ignazio. Dall'a­bolizione dei feudi nel 1797 al 1960 le terre e il castello rimasero proprietà della famiglia Guiccioli. Il conte Ales­sandro, fu inviato presso il direttorio di Parigi, come delegato di Ferrara, gua­dagnandosi la stima di Napoleone che lo nominò membro dell'Amministra­zione Centrale dell'Emilia. Nel 1817 risiedeva a Forll ed èra gran maestro della Carboneria, alla quale avrebbe iscritto il poeta Lord Byron, amico della moglie Teresa Gamba. Il castello, resi­denza di campagna della famiglia, fu meta di frequenti visite da parte del poeta inglese e molto probabilmente frequentato luogo di riunioni Carbo­nare.
L'ultimo discendente della famiglia Guiccioli, la contessa Margherita, ha venduto nel 1960 i terreni ed il castello (ora restaurato e arredato con cura) al conte Giovanni Volpe, figlio del celebre storico Gioacchino Volpe.
Intorno al 1520 la chiesa parroc­chiale di S. Cristoforo in località “Sighizzano” fu trasferita entro le mura castellane, nell'oratorio di S. Caterina, divenendo chiesa di S. Cristoforo e S. Caterina. Si conservano una statua della Madonna con il Bambino, del XVIII secolo e due campane della fonderia Baldini di Roncofreddo.

 

(da www.comune.roncofreddo.fc.it)