La Pro Loco

L'Associazione Pro Loco di Monteleone nasce 25 marzo 1993, per opera dei soci fondatori Giovanni Zandoli, Emilia Ruscelli, Maurizio Comandini, Domenica Bonandi, Andrea Ruscelli, Antonio Sciarrillo, Giuseppina De Carli, Marco Martucci, Angela Castiglioni e Franco Mordenti.

La Pro Loco si propone di favorire la crescita del turismo, ricercare, incrementare, tutelare il patrimonio culturale, naturale ed ambientale, diffondere la cultura del turismo.

Il Consiglio ed i soci che partecipano alle attività della Pro Loco, sono volontari spinti dall'amore per queste terre e per il loro Borgo.

Ogni aiuto da parte di tutti coloro che amano frequentare questi luoghi, sarà ben accetto.

Ricordiamo che si possono fare donazioni usando l'IBAN IT 62 B 07073 23907 022002081801, ogni donazione è fatturabile e scaricabile dalla dichiarazione dei redditi.

Tutto il denaro raccolto, sarà interamente devoluto alla creazione di eventi aperti a tutti ed atti a promuovere il turismo di qualità in Monteleone, oltre che aiutare a mantenere il patrimonio artistico e culturale del nostro Borgo.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che ci daranno un aiuto e tutti coloro che verranno a trovarci durante i nostri eventi, mantenendo vivo questo incantevole luogo.

 

 

il Borgo

Posto su di un colle in posizione dominante, nel territorio del Comune di Roncofreddo, Monteleone risulta ben conservato e mantiene a tutt'oggi la tipica struttura di borgo medievale.

Il borgo è costituito dal castello, sopravanzato da un piccolo giardino pensile, e da alcuni edifici risalenti ad epoche diverse disposti a mezzaluna sul fronte.

Si può accedere all'abitato, oggi come un tempo, attraverso due strette porte con arco a tutto sesto, poste ai lati della struttura principale.  

Entrati all'interno del paese ci si trova in Piazza Byron, sulla quale si affacciano fra l'altro l'entrata del castello e la chiesa parrocchiale, qui trasferita negli anni attorno al 1520.
Non a caso la piazza è intitolata George Byron, il castello fu meta di frequenti visite da parte del poeta inglese, amico della moglie di Alessandro Guiccioli, membro dell'amministrazione centrale dell'Emilia e all'epoca proprietario del castello.

Da notare l'accesso al castello che avviene percorrendo una breve salita erbosa, la torre in angolo di probabile origine Malatestiana XV secolo, le possenti mura a est fortemente scarpate e probabilmente rinforzate dal XV secolo a scopo difensivo e nel XVII secolo per sostenere il maggior peso dovuto alla costruzione del piano nobile.

Il fabbricato, non visitabile, è proprietà privata.

Nei suoi edifici e nell'impianto urbano si possono ben distinguere le diverse parti riconducibili al tempo delle signorie e le modifiche apportate dai proprietari successivi.

L'intero borgo, stabilmente abitato, (da porta a porta) misura poco più di 100 metri

 (liberamente tratto da www.appenninoromagnolo.it)

la Bandiera Arancione

Il piccolo Borgo è stato insignito del marchio Bandiera Arancione sin dal 2004, con le seguenti motivazioni:

“La località si presente come un piccolo borgo, ben conservato, abitato ed armonico.

Ad una buona segnaletica turistica per i produttori locali, si unisce un'ottima rete sentieristica, sviluppata e ben segnalata. Buona è inoltre la cura del verde e dell'arredo urbano”

(da www.bandierearancioni.it).

Per venire incontro alle necessità dei numerosi cicloturisti che arrivano fino a Monteleone, da anni abbiamo installato una cassetta di Pronto Soccorso.

 

un poco di storia

Monteleone è un piccolo borgo medioevale raccolto a mezza luna attorno al vecchio castello posto su un colle in posizione dominante.
Le sue antiche origini non sono documentate. Attorno al Mille fu un possedimento della chiesa ravennate.
Nel 1233 Monteleone giurò sotto­missione e fedeltà al comune di Rimini e gli si alleò contro gli Urbinati.

Nel 1279 ebbe inizio un periodo di forte discordia fra il vescovo e il Comune di Rimini per il dominio sulle ville e i castelli del territorio di Monteleone.  

Divenne possedimento dei Malatesta: dapprima Ramberto Malatesta e poi Ferrantino che tenne Monteleone fino al 1335, quando se ne appropriò Fran­cesco Ordelaffi, costretto tre anni dopo a cederlo a Nolfo da Montefeltro. Nel 1358 fu sotto il diretto dominio della Santa Sede.

Nel 1433 i fratelli Sigismondo Pandolfo e Domenico, si divi­sero il feudo e Pandolfo donò a Ramberto conte di Giaggiolo il castello di Monteleone con obbligo di una ricono­scenza annua.

Nel 1485 ritornò all'arci­vescovo di Ravenna, al tempo Fillasio Roverella di Cesena, che lo diede in feudo alla sua famiglia alla quale restò fino al 1745. I potenti Roverella tene­vano a Cesena una fiorente facoltà di giurisprudenza e avevano il privilegio di nominare notai e dottori.
Durante questo periodo i Roverella ampliarono e trasformarono il castello in palazzo di campagna.

Nel 1745 il nuovo arcivescovo di Ravenna, Ferdinando Romualdo Guiccioli, la diede al fratello Ignazio.

Dall'a­bolizione dei feudi nel 1797 al 1960 le terre e il castello rimasero proprietà della famiglia Guiccioli. Il conte Ales­sandro, fu inviato presso il direttorio di Parigi, come delegato di Ferrara, gua­dagnandosi la stima di Napoleone che lo nominò membro dell'Amministra­zione Centrale dell'Emilia. Nel 1817 risiedeva a Forll ed era gran maestro della Carboneria, alla quale avrebbe iscritto il poeta Lord Byron, amico della moglie Teresa Gamba; sembra che fra i due ci fosse molto più di una semplice amicizia, ma che fosse nato l'amore, è rimasto un epistolario fra i due che non lascia molti dubbi su questo. 

Il castello, resi­denza di campagna della famiglia, fu meta di frequenti visite da parte del poeta inglese e molto probabilmente frequentato luogo di riunioni Carbo­nare.

L'ultimo discendente della famiglia Guiccioli, la contessa Margherita, ha venduto nel 1960 i terreni ed il castello (ora restaurato e arredato con cura) al conte Giovanni Volpe, figlio del celebre storico Gioacchino Volpe.

Intorno al 1520 la chiesa parroc­chiale di S. Cristoforo in località “Sighizzano” fu trasferita entro le mura castellane, nell'oratorio di S. Caterina, divenendo chiesa di S. Cristoforo e S. Caterina. Si conservano una statua della Madonna con il Bambino, del XVIII secolo e due campane della fonderia Baldini di Roncofreddo.

 

(da www.comune.roncofreddo.fc.it)

i nostri luoghi

Queste immagini della fotografa Laura Maria Mino, sono state oggetto della mostra "limitrofie dell'anima" nella chiesetta di Monteleone.
Chi volesse averne una copia, può comperarla mandandoci una mail al nostro indirizzo monteleoneproloco@yahoo.com
Le foto firmate e numerate, stampate su carta fotografica fine art in misura A3, sono in vendita al prezzo speciale di 50 euro.
Il ricavato sarà usato per finanziare le attività della Pro Loco.